Prediche poco ascoltabili

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Adriano Celentano dal suo Show Adrian, sulla rete di Mediaset, dedica «L’emozione non ha voce” a Ilaria Cucchi.

Lo scalpore suscitato presso il pubblico – spettatore del programma ma anche tra coloro che hanno appreso dell’evento in altri modi – si è riflesso sul web. Opinioni lusinghiere sulla dedica del brano ( lanciato nel 1999, composto da Gianni Bella, Mogol e Fio Zanotti) alla sorella di Stefano Cucchi (quest’ultimo detenuto per motivi di droga e seviziato da alcuni militi dei Carabinieri).
Date per attendibili tutte le relazioni sulla vicenda, l’azione dei tutori dell’ordine sul Cucchi è bollata senza mezzi termini, indegna, ingiustificabile, da PUNIRE SEVERAMENTE al massimo grado,tanto più che il fatto è commesso da chi deve gestire la giustizia per mandato di legge! Se c’è stata una comminazione di condanna per quei CC scellerati, assassini, ben fatto!

Virando tuttavia l’attenzione su un altro punto di vista, quello dello “spettacolo del  molleggiato”, altre osservazioni si stagliano direi con prepotenza: Celentano è un cantante con un suo carisma qualitativo e un businessman di indubbie intuitività; resta a vedere per quali vie egli si inerpica per ottenere il consenso popolare –  non solo per meriti artistici.

Nel 2014 Celentano sul suo blog scrisse: «Ciao Stefano! Hai capito adesso in che mondo vivevi? Certo dove sei ora è tutta un’altra cosa. L’aria che respiri ha finalmente un sapore. Quel sapore di aria pura che non ha niente a che vedere con quella maleodorante che respiravi qui sulla terra. Lì c’è la LUCE,la LUCE vera!Che non è quella flebile e malata di quei giudici “ignavi” che, come diceva Dante, sono anime senza lode e senza infamia e proprio perchè non si schierano nè dalla parte del bene e nè da quella del male sono i più pericolosi, e giustamente il Poeta li condanna. Ma adesso dove sei tu è tutto diverso. Lì si respira l’AMORE del “Padre che perdona” e non di chi ti ha picchiato e massacrato fino a farti morire. Sei finalmente libero di amare e scorrazzare fra le bellezze del Creato, senza piu’ il timore che qualche guardia carceraria ti rincorra per ucciderti. Perchè dove sei tu non si può morire. La morte non è che un privilegio dei comuni mortali e quindi proibito a chi non ha la fortuna di nascere. Un privilegio dell’ANIMA che, se non la uccidiamo del tutto, ci riconduce alla Vita ETERNA».

Ora,a proposito di “Emozione”, è chiaro che il post intende promuoverla; Celentano vi riesce immancabilmente, da abile affabulatore tra il serio caricaturale e il grottesco spirituale. Lo stile “gradasso” di Celentano, sfoggiato nelle sue canzoni e nei films interpretati, può incontrare simpatia e collocazione espressiva soggettiva; ma nelle elucubrazioni come nella lettera inviata a Stefano Cucchi, a un “sito dell’ aldilà” e tanto per  “schierarsi”, poteva starci bene UNA PAROLA di biasimo per la “cattiva abitudine”, per il “vizio”, per quella dipendenza – o pressappoco – verso la tossicomanìa, che certamente NON ELEVA l’Essere umano, riducendolo anzi un’ameba  come ad altri piace. Anche un Dio disposto al perdono,non perdonerà Ulisse, [Dante ne dice] nel quale non vi è alcuna tensione etica e morale, che rivolga la conoscenza alla Virtù.

4 pensieri riguardo “Prediche poco ascoltabili

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