Con le parole mover le fiammette (Dante)

 

Questa specie di Decameron mondiale del XXI secolo,determinato dal coronavirus, ritrae un quadro che ricorda quel che si legge nel libro di Giovanni Boccaccio,ove dopo il preambolo sull’ attualità riguardante la peste nera che a Firenze mieté a migliaia le persone,il narratore parigino/certaldese alleggerì la lettura introducendo storielle (novelle) di contenuto più che altro indiscreto,intrigante, pettegolo,riservando nell’ultimo racconto eroismo  e grandezza d’animo dominanti; forse il Boccaccio aveva un’idea del valore: fu lui che aggettivò “Divina” l ‘opera di Dante Alighieri “Commedia”, aggettivo divenuto parte integrante del titolo. In un frangente simile a quello sunteggiato dalle Cento Novelle,raccontate in dieci giornate di segregazione per paura del contagio (Decameron significa il numero dieci, in Greco),settecento anni dopo, quel barlume di sentimenti a chiosa di un racconto semiserio,quella linea che congiunge la qualità umanistica,tra cui la solidarietà evocata nei luoghi comuni,imboscata nei meandri personali, pare uno scherzo di quelli in una novella per passare il tempo,come nel Decameron. Dà un senso piacevole (sulle prime) guardare gli spots pubblicitari di questi giorni: essi sono stati adeguati con solerzia al momento critico: tutto il corpo dei pubblicisti, che realizzino la reclame per gestori di telefonìa, case farmaceutiche, supermarket, tappezzieri “fino a Domenica” ma proprio tutti,si sono gettati a capofitto nell’inserire una melina che si riallacci – di capo o di coda – ai consigli di “restare a casa”, a profetizzare che “andrà tutto bene”…per poi arrivare al vero scopo di tanta premura fratocchia, che è quello di fare commercio,sfruttando la commozione ingenua in modo opportunisticamente inoculata! Grazie a Dio,c’è chi sarà capace di un autentico e puro moto coscienziale, un rispetto del dramma non a costi d’acquisto: ma certo non è tra quelli che più si porgono da finestre,assiepano piazze,si assembrano in Parlamento,catechizzano da proscenii televisivi e dal web! Quelli,fanno solo i casi loro e li fanno scorrettamente! Ma il cupo,plumbeo recensire le carie dell’umanità è poco utile e recepito se non s’intravvede in esso la luce del coinvolgimento analitico personale – come dinanzi uno specchio: allora si accende una possibile face per chi ascolta; perché una stanza fredda e scura non farà mai la salute di alcuno!   

Luc  Montagnier – 18 Agosto 1932,è un biologo e virologo di fama internazionale. Nel 1983 scoprì il virus HIV, meglio temuto col nome di AIDS, ricevendo nel 2008 il Nobel per la medicina. Il Professor Montagnier ha preso una posizione traversa rispetto alla comunità scientifica ufficiale,sostenendo una differente genesi del COVID19 da quella addotta: secondo Montagnier, il coronavirus sarebbe sfuggito dalle provette a Wuhan,mentre si armeggiava a un vaccino per l’Immunodeficienza acquisita. A sostegno,Montagnier dispone di tests e studi comprovanti la manipolazione nei laboratori cinesi.Rinviando pareri sull’attendibilità delle asserzioni del luminare,salta alla mente una palindromia: se Luc Montagnier ha ragione,il resto degli scienziati del pianeta sono degli imbecilli o criminali, al soldo di qualcuno; se Luc Montagnier dice stupidaggini,ci si deve domandare perché e come egli sia stato premiato col più alto dei riconoscimenti – il Nobel appunto! E l’opinione sugli imbecilli criminali NON CAMBIA!  Che vinca la Verità! Spem ultimam mortis…

 

3 risposte a "Con le parole mover le fiammette (Dante)"

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