SANREMO NON È UN SANTO

Non è il timore di approdare a un nuovo lido,quel che mi fà ritrarre dall’attualità,ma il valore appurato di quello che ho conosciuto,che non ha alcuna dubitabilità di restare negli strati alti del meritorio.

Con più o meno entusiasmo, sappiamo che c’è stata la manifestazione canora giunta alla 71° edizione, il Festival della canzone italiana, Sanremo. In ossequio alle disposizioni sanitarie, non c’era pubblico all’Ariston; in ossequio al moderno diritto di rappresentanza, c’è stata la “quota bianca” (come le quote rosa), con la partecipazione di Orietta Berti, Ornella Vanoni – con esecuzioni comunque decenti e specie per la Vanoni, un fascino vocale mantenuto). Nella ciotola c’erano anche, oltre a personaggi equivoci, come Achille Lauro, e fuori luogo, come Ibrahimovic, figuranti di riempimento, più che altro sconosciuti; i telespettatori, che hanno pagato due volte lo spettacolo (con il canone e l’enorme mole della pubblicità!), hanno goduto dell’agitazione del giullare Fiorello; il presentatore ufficiale, Amadeus (una specie di “pupazzo furbo”), ha sproloquiato dicendo di un “festival storico”, sostenendo che “ha vinto il rock”!

Il Rock come altri termini musicali, sono spesso messi come una pezza sulla scarsità, sulla poverezza d’idee, sulla nulla creatività, sulla mancanza di stile e della bella qualità. Una canzone non è “bella” perché semplicenente catalogabile apparentemente a un genere, sia esso Pop,Jazz, Rock, Folk; tuttalpiù, un genere può essere un orientamento; però viene attaccata questa etichetta di fortuna,cosicché molti per spirito bulimico di un avanguardismo ridicolo di massa, si allineano; si plasmano all’ascolto di fracasso,come anche di banalissimi versi (immancabilmente riferenti a contenuti genitali, un tanfo barbarico modaiolo, scambiato per “novità” – peraltro pure effetto di scopiazzature a schiovere)! La RAI annota un calo – sembra notevole! – degli ascolti: se l’opinione pubblica diverrà maggiormente evoluta, dovrà esserci ben di più che una relativa defezione, difronte a simili proposte di programmi in tv…

Infine, ecco il “capolavoro” che ha conquistato il primo posto al Festival “storico” – fatevene un’idea; sono solo canzonette, per dirla con Bennato; ma anche una canzonetta fà funzionare la capacità critica e osservatrice dell’umano…

4 risposte a "SANREMO NON È UN SANTO"

  1. Diciamo che Sanremo è utile, guardando o perlomeno osservandone gli strascichi, si vede con chiarezza quale modello di società futura hanno in .mente per noi. È il banco di prova del neo-liberismo-coloniale-emergemziale-austerosanitario! Se la m@rd@ fosse oro sai Sanremo che tesoro! E la magia alchemica pare che funzioni abbastanza bene. Ciao Mario e buona Pasqua

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    1. Caro Roberto, il parametro è pressocché esatto. Inoltre: l’utilità del becero sta nella potenziale comparazione dell’osservatore di volergli o NON volergli somigliare! Auguri di Buona S. Pasqua a te, carissimo!

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  2. Guatfa, io sono d’accordissimo con te. Ho pure discusso con una ragazzetta che sosteneva che Famiania sia un cantante rock e addirittura un performer. Io non sono una fan di Sanremo ma sono abbastanza grande per conoscere il rock e ho pure studisto performing art. Quindi il bieco tentativo di quelle pagliacciate, che possono incantare appunto solo le ragazzette, e anche il duetto ” Maschilista” di Amadeus e Fiorello per riempire il vuoto di una generazione ” Tutta fumo e niente arrosto, è stato penoso. 🤮

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