DENATALITÀ – COSCIENZA E DOLO DELLE AFFERMAZIONI

Quando nella coppia di formazione – che solo voglio considerare composta del miglior vicendevole sentimento d’amore – due entità convergono sul proposito di chiamare all’esistenza un’altra vita, con quali idee fiduciarie nel consorzio umano arriveranno quei due a dare atto al loro desiderio? Con quale gaiezza motivata – oltre quella premessa dell’ eccellente unità d’amore – potranno essi prevedere un “felice vivere” per la loro creatura, in un mondo dove una stiancia è in realtà una canna di fucile?

L’ ipocrisia, l’ illegalità, la frode, la violenza, la irrispettosità per ogni essere e cosa – fauna, flora, ambiente – sono assurte oggi più che in altre epoche, a uno stile di vita; a questo esito si è giunti con un concorso collettivo: potenti d’ogni bandiera, esponenti delle religioni – protetti nelle loro cattedre intoccabili, dai quali sproloquiano coll’intento di far legioni di una bontà calpestata da essi per primi e interdetti pertanto a indicarla! Anche le persone comuni, inermi, praticanti il “lasciacorrere” davanti a panorami che richiederebbero grida di sdegno e azioni giustificabili la dissociazione, danno, col chiudere un occhio, orrenda complicità alla “distruzione del paradiso”! Persino i cosiddetti cineasti,improvvisatori di una sorta di parascuola in cui s’insegna il malcostume e la malavita, contribuiscono.

Allora che dai vari pulpiti – tra il circostanziato e lo stolido – si segnala con allarme il decremento delle nascite, fomentando lo spauracchio e la preoccupazione per le generazioni future che non rinnovandosi nella prole, diventeranno vecchie, tacitamente incolpando l’ordine naturale della parabola biologica, come a voler indicare nella senilità un disturbo disfunzionale alle istituzioni previdenziali e alla società,
chiediamoci perché neppure si accenna al fatto che si è lasciato inabissare miserrimamente il dovere e il piacere di ogni uomo,di ogni donna, di ogni umano di passare per la planetaria esperienza con amore e rispetto, lasciando sul vissuto come su un pavè, una griffe di luce; individuiamo un perché è stata resa un’utopia l’immensa bellezza che deriva dalla nettitudine/rettitudine; perché si sceglie la compromissione con il sudicio, uccidendo etica e morale! E informiamo l’intelletto sul perché
chi comanda, si esime dal realizzare, tutelare quella condizione idonea,sicura, accogliente dove l’esistenza di ogni età potesse svolgersi dignitosamente e pacificamente: perché ad essi importa mantenere la posizione che lo scrupolo non consentirebbe!

troppi per diventare genitori non mettono al mondo il loro bene ma la convenzione con il loro egotismo. Pensando, sarebbe meglio un’infertile Eva,adatta ad un debole Adamo…

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